Arte per ridere
La mostra Arte per ridere, allestita presso la Biblioteca Mai di Bergamo e aperta dal 9 febbraio al 5 maggio prossimo, nasce dalla felice collaborazione tra l’Istituzione pubblica ed il collezionismo privato. Pochi metri infatti dividono, nella città di Bergamo, la Biblioteca Angelo Mai, con il suo immenso patrimonio bibliografico e documentario, dalla sede del Fondo Paolo Moretti per la satira politica, raccolta formata attraverso un sapiente lavoro di ricerca, che esemplifica gli sviluppi internazionali di una forma d’arte a lungo considerata ‘minore’.
Il titolo dell’esposizione vuole richiamare l’attenzione dei visitatori sugli esiti di una produzione visiva nella quale illustratori, pittori e grafici sviluppano “un’altra storia dell’arte”, arte per ridere, certo, ma Arte. Attraverso i fogli, gli album e le testate esposte, con pezzi originali e qualche eccellente riproduzione, è possibile percorrere un sorridente, talvolta irridente, itinerario nelle trasformazioni del gusto delle immagini che anche le caricature sanno restituire con forza e, in alcuni casi, con grande qualità.
Si possono evidenziare le forme espressive e i grandi temi attraverso i quali si manifesta per seguirne l’evoluzione dal Rinascimento ai nostri tempi a partire dalle ricerche fisiognomiche di Leonardo e dalle distorsioni dei Carracci autori di “ritrattini carichi”, “somiglianti per tutto alla persona.
Ci sono in realtà due tipologie di caricature artistiche: la prima dà un rilievo esagerato alle bruttezze e alle infermità fisiche, la seconda, evidenziando gli aspetti psicologici, si accanisce contro le passioni e i vizi. La prima può essere una sorta di divertissement dell’artista, una fantasia buffonesca, uno scherzo lieve; la seconda, invece, può dare spunto ad una satira violenta e vendicativa che dal singolo può estendersi al corpo sociale o alle istituzioni.
Attraverso le riproduzioni dei Maestri della caricatura, pubblicate da Fratelli Alinari nel 1981, è leggibile per sintesi lo sviluppo dell’arte caricaturale italiana in un arco temporale che, dalle teste di soldati  disegnate da Leonardo da Vinci tra il 1503 e il 1505 va sino alle tavole settecentesche di Gian Battista Tiepolo.
Spetta a Gian Lorenzo Bernini, apprezzato per la franchezza del tocco, far conoscere la caricatura italiana in Francia, senza risparmiare i potenti, siano essi il Papa Innocenzo XI della nota famiglia degli Odescalchi, o il principe Virginio Orsini dell’altrettanto nota casata.
Le due caricature di Gian Battista Tiepolo (una coppia di anziani e un uomo grasso), mostrano l’abilità del pittore nell’utilizzo della sua insolente fantasia, che mette alla berlina non il singolo personaggio, peraltro sempre anonimo, ma la classe sociale di appartenenza, con molta ironia e senza particolare cattiveria, nella consapevolezza che talvolta la verità può essere più crudele della caricatura.
I tre album in mostra documentano con efficacia il ricco panorama editoriale italiano dell’Ottocento. In Caos 1867, album per ridere, i disegni satirici di Melchiorre De Filippis Delfico, pur di derivazione francese, si discostano dal modello originale per l’aspetto tridimensionale che abolisce il tono pittorico delle caricature precedenti. Delfico, artista eclettico e ottimo disegnatore, è uno squisito colorista e l’annotazione cromatica ha nelle sue opere il valore intrinseco della tipizzazione.
L’Album di caricature per Manganaro è edito a Napoli nel 1870. Le tavole, in bianco e nero, sono ricche di dettagli e suscitano polemiche tra i contemporanei che le giudicano particolarmente bizzarre.
L’Arrivo dei crociati viene pubblicato nel 1871, presumibilmente a Roma, con i disegni di Zeffirino Falcioni, sacerdote che abbandonata la veste talare diventa positivista e massone.
L’album, opera di particolare rarità, contiene sessanta caricature a colori che ritraggono personaggi politici e religiosi della Roma papalina. Secondo lo stile dell’epoca il disegno si caratterizza per le teste sproporzionate rispetto ai corpi. Sia il frontespizio sia le cinquantanove tavole sono riprodotti come stampe fotografiche eseguite con la tecnica dell’albumina e poi colorate a mano.
La galleria di ritratti apparsa su Pasquino nel 1905 ospita le tavole dei maggiori disegnatori satirici dell’Ottocento e del primo Novecento e presenta caricature dei più noti esponenti della letteratura e del teatro.
È del 1917 l’album I protagonisti, dedicato ai personaggi principali della prima guerra mondiale e opera di Umberto Tirelli, feroce caricaturista personale, che dà dimostrazione della sua profondità psicologica e della sua qualità artistica inserendosi in un’accanita campagna interventista.
Nel 1919 viene pubblicato a Milano l’album Loro, con le caricature di Enrico Sacchetti, in cui l’artista ritrae con sensibilità e grande umanità la dolente rassegnazione dei vinti.
Lo stile essenziale di Pietro Ardito, pittore, disegnatore e raffinatissimo caricaturista, apprezzato sia in Italia sia all’estero, rappresenta la contemporaneità. Come caricaturista Pietro Ardito ha raggiunto una sintesi efficacissima e una stilizzazione molto personale, il suo tratto ricorda il grande artista Olaf Gulbransson del quale si dice che ricorresse più alla gomma che al pennino. Ardito è un maestro della psicografia, ovvero dell’arte dell’essenziale, di quell’ermetismo applicato alla grafica che con pochi tratti riesce a rendere l’idea del personaggio oggetto della satira. Il disegno finito risulta essere chiaro ed evidente, ma è in realtà il prodotto di un lungo lavoro di riflessioni e rielaborazioni che richiedono all’osservatore un notevole sforzo di ricostruzione logica. Le tavole originali esposte, con arguzia, ma senza cattiveria, ritraggono illustri personaggi della politica estera e nazionale.
Le raccolte della Biblioteca Civica Angelo Mai celano una sorprendente quantità di caricature reperibili in un’ampia tipologia di materiali: libri a stampa, riviste e giornali, disegni e stampe sciolte, musiche.
Il ricco campionario di riviste stampate nella provincia bergamasca tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento – per iniziativa di gruppi politici, ex studenti, operai di aziende produttive o semplici cittadini – testimonia la vivacità dell’impegno politico e sociale del territorio e la forza della caricatura quale strumento comunicativo di grande efficacia per il lettore in grado di riconoscere con immediatezza i protagonisti raffigurati. Il successo della grafica umoristica agli albori del Novecento, trova ampio riscontro anche in territorio bergamasco ed è documentata nelle cronache dei giornali locali esposti in mostra.

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